La cottura a legna
Il forno del 1962 è ancora in servizio. Nessuna resistenza elettrica, nessuna fretta: la pietra decide i tempi, noi li rispettiamo.
La nostra storia
Tre generazioni davanti alla stessa bocca di forno.
Nel 1962 il nonno Efisio apre un panificio in Via San Saturnino 41, nel quartiere Villanova, e costruisce un forno a legna come si faceva allora: bocca di pietra, calore che si accumula piano e restituisce ancora più piano.
Quel forno non è un pezzo da museo: è acceso ancora oggi, ed è lì che cuoce ogni pane che vendiamo. Nello stesso anno nasce anche il nostro lievito madre, rinfrescato di continuo da allora: ha più di sessant’anni, e il profumo del nostro pane è il suo.
Dopo il nonno è toccato a suo figlio, e oggi il banco e le notti d’impasto sono di Marco Sanna, terza generazione della famiglia.
Che cosa non è cambiato
Il forno del 1962 è ancora in servizio. Nessuna resistenza elettrica, nessuna fretta: la pietra decide i tempi, noi li rispettiamo.
Un solo lievito madre dal 1962, rinfrescato di continuo. È il modo lento di fare il pane: più lavoro per noi, più sapore per te.
Civraxiu da un chilo e mezzo, coccoi, moddizzosu: le pezzature e le forme dei paesi, senza mode e senza scorciatoie.
Il quartiere
I nostri primi clienti sono le famiglie di Villanova, quelle che entrano chiamandoci per nome. Poi c’è chi arriva da fuori quartiere, quasi sempre per lo stesso motivo: il civraxiu da un chilo e mezzo.
Il sabato — il giorno di pardulas e sebadas — la fila arriva in strada. E oggi il nostro pane finisce anche sulle tavole dei ristoranti: ne serviamo cinque, nel centro di Cagliari.